Sotto le colline attorno alle Terme di Castel San Pietro esiste un mondo che non si vede. Un mondo fatto di strati di rocce antichissime, cavità e acque che seguono percorsi nascosti, modellati dalla geologia nel corso di milioni di anni. È un viaggio silenzioso, invisibile agli occhi, che termina proprio qui, alle Terme di Castel San Pietro. Le protagoniste di questa storia sono due acque che seguono percorsi sotterranei profondamente diversi tra loro: una nasce dalla pioggia e si arricchisce di preziosi minerali durante il suo cammino tra le rocce; l’altra è la più autentica testimonianza di un antico mare. Entrambe arrivano alle Terme portando con sé una storia straordinaria.
L’acqua sulfurea delle nostre Terme è un’acqua di origine meteorica, il suo cammino infatti inizia dal cielo. Ogni goccia di pioggia si infiltra nel terreno e, attraversando lentamente gli strati rocciosi, intraprende un percorso che dura anni. Lungo la strada incontra la Vena del Gesso Romagnola, un’imponente formazione geologica ricca di minerali. È proprio il contatto con queste rocce, ricche di zolfo, a donarle le caratteristiche che la rendono così preziosa. Anche se non scorre a grandi profondità, è un’acqua incontaminata perché protetta da strati di argilla. È così che arriva fino ai pozzi del Parco delle Terme conservando intatte tutte le sue proprietà.
L’altra protagonista è l’acqua salsobromoiodica, custode di una storia ancora più antica. A circa 500 metri di profondità sotto le colline di San Martino in Pedriolo, non molto lontano dalle Terme, si estende un grande bacino acquifero naturale, che è ciò che resta di un mare rimasto intrappolato nel sottosuolo migliaia di anni fa. Durante la sua lunghissima permanenza tra le rocce, quest’acqua si è arricchita di sali minerali, bromo e iodio, creando un patrimonio naturale unico che oggi viene riportato in superficie e utilizzato per fanghi, bagni, piscine e cure inalatorie.
Due acque, due origini, due viaggi completamente diversi. Ma entrambe conservano nella loro “memoria”un ricco bagaglio di minerali dalle straordinarie proprietà curative, i cui effetti benefici per l’apparato respiratorio, la pelle e l’apparato muscolo-scheletrico sono così evidenti da aver ottenuto dal Ministero della Salute il riconoscimento di acque
terapeutiche.
La nostra acqua sulfurea, grazie alla sua buona concentrazione di idrogeno solforato, viene impiegata soprattutto nei bagni dermatologici e nelle cure inalatorie, perché ha proprietà lenitive, antinfiammatorie, anticatarrali e antisettiche. Si beve per combattere disturbi gastrointestinali perché rigenera, depura ed è antinfiammatoria sulle mucose dell’apparato digerente ed epatobiliare. È anche moderatamente lassativa.
L’acqua salsobromoiodica, invece, è utilizzata soprattutto per trattamenti che richiedono un’azione più intensa su tessuti, articolazioni e circolazione: viene impiegata per fanghi, bagni, piscine percorsi vascolari e cure inalatorie, grazie al suo elevato contenuto di sali minerali tra cui sodio, bromo e iodio.
La prossima volta che passeggerete attorno alle Terme o che ammirerete le bellissime colline di San Martino, provate a immaginare ciò che accade sotto i vostri piedi. Forse, proprio in quell’istante, gocce di pioggia stanno iniziando il loro lento viaggio tra le rocce, mentre molto più in profondità, un’antica acqua salata riposa nel suo bacino. Due storie diverse, un’unica destinazione: le Terme di Castel San Pietro. Dove la natura
continua a trasformarsi in salute.
Si ringrazia per la collaborazione il geologo dott. Matteo Gurnari






