La presentazione durante il convegno “Attualità e futuro della medicina termale. Evidenze scientifiche e opportunità terapeutiche” che si è svolto alle Terme di Castel San Pietro sabato 23 maggio.
Le acque termali fanno bene alla salute non è più solo uno slogan, non è più solo un’affermazione dei termalisti ma oggi l’evidenza è prettamente scientifica. In particolare l’uso di acqua sulfurea, quella che sa di uovo, apre un nuovo spiraglio per la prevenzione dell’osteoporosi, in particolare per le donne nel post menopausa nella fase di osteopenia.
“Effetto dell’acqua sulfurea sul metabolismo osseo in donne in post-menopausa con osteopenia” è il titolo dello studio condotto dall’Istituto Ortopedico Rizzoli, finanziato dalla Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale (FoRST), presentato da Francesco Grassi, professore e ricercatore scientifico presso il Lab Ramses dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, nell’ambito del convegno “Attualità e futuro della medicina termale. Evidenze scientifiche e opportunità terapeutiche”, che si è svolto sabato 23 maggio nella sala convegni delle Terme di Castel San Pietro.”

L’acqua sulfurea aiuta a prevenire l’osteoporosi
“Questa ricerca è nata dalla totale assenza di informazioni scientifiche su come l’idrogeno solforato, una molecola nota per i suoi importanti effetti benefici, potesse influenzare il tessuto osseo, in particolare nel contesto delle patologie croniche – ha spiegato Grassi -. In questo senso siamo stati dei veri e propri pionieri. L’input iniziale è nato anche da uno stimolante scambio di idee e domande con la Fondazione FoRST e il professor Vitale. Parliamo di parecchi anni fa e abbiamo cavalcato il crescente interesse per il ruolo del solfuro di idrogeno, traslando queste conoscenze sui nostri modelli, sulle nostre patologie e sui sistemi cellulari, ottenendo risultati tanto sorprendenti quanto inaspettati”.
Uno studio parte sempre da delle domande, spesso basate su precise ipotesi. “Nel nostro caso, l’ipotesi di partenza era che il solfuro di idrogeno potesse avere un effetto interessante sul tessuto osseo. Devo dire che questa intuizione è stata pienamente confermata: l’abbiamo testata e dimostrata a tutti i livelli, a partire dai modelli cellulari fino ad arrivare allo studio clinico. Questo grazie anche alle acque sulfuree delle Terme di Castel San Pietro, il cui dosaggio di idrogeno solforato si è dimostrato ottimale per gli obiettivi dello studio. Oggi siamo davvero orgogliosi di aver generato un quadro informativo così ricco e coerente, capace di offrire ottimi spunti per i futuri filoni di ricerca”, ha aggiunto Grassi.
D’altra parte l’evidenza scientifica dell’importanza delle cure termali è dimostrata dalla quantità di studi realizzati negli anni, illustrati dal professor Marco Vitale, docente ordinario di Anatomia umana presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di UniSR Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Nel suo intervento, in qualità di direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale (FoRST), Vitale si è soffermato non solo sulle ricerche che la FoRST ha fatto nei suoi vent’anni di attività, ma su tutto ciò che nel mondo è stato realizzato in questo senso.
Altrettanto interessanti sono stati gli interventi che si sono succeduti nella mattinata, grazie anche alla presentazione di diversi casi concreti che hanno messo in evidenza come le due acque delle Terme di Castel San Pietro, la sulfurea e la salsobromoiodica, siano particolarmente efficaci per la cura di diverse patologie.
L’importanza delle cure inalatorie
A livello termale assumono rilevanza le cure inalatorie (aerosol, inalazioni a getto, humage, irrigazione nasale, doccia nasale micronizzata), in particolare per quanto riguarda la cura dell patologie che colpiscono i bambini in età pediatrica.
“La sordità rinogena è una patologia che impatta molto sulla salute degli adulti e dei bambini. Una patologia misconosciuta che se non curata in tempo può creare problemi molto seri di udito, tanto da trasformare una malattia reversibile in irreversibile. Mentre gli adulti si rendono conto di avere un deficit uditivo, il bambino non se ne rende conto – ha spiegato Raffaella Riggio, medico specialista in Otorinolaringoiatria e medico termale alle Terme di Castel San Pietro -. È, quindi, una malattia subdola non dà segnali, non dà dolore, non dà disturbi importanti, spesso il bambino che ha questo problema non si lamenta, è solo un bambino distratto, apparentemente disattento, che magari non va bene a scuola e fatica a socializzare. Nella realtà è un bambino che non ci sente. I benefici delle cure termali sono particolarmente rilevanti nei bambini, ma i casi clinici che abbiamo affrontato dimostrano come i miglioramenti possano essere avvertiti dalla persona in ogni fase della propria vita”.
Problematiche che sono accentuate proprio in Emilia Romagna perchè, come ha spiegato Alessandro Zanasi, medico specialista in Pneumologia, direttore sanitario Terme di Cervia, e direttore del centro per la cura della tosse Gynepro di Bologna, “il Triangolo della Pianura Padana è una delle tre ‘zone rosse’ più infestate dall’inquinamento, monitorata dal satellite EnviSat, insieme alla Valle del Ruhr e alla California. Fumo e inquinamento condividono lo stesso meccanismo d’azione dannosa: creano infiammazione. Questa infiammazione è il meccanismo comune che scatena una cascata di sintomi, che vanno da una semplice tosse o catarro a situazioni più gravi, inclusa la conseguenza di neoplasie polmonari. Le cure inalatorie termali contrastano direttamente gli effetti negativi di fumo e inquinamento. A differenza del passato, quando l’efficacia si basava sul semplice riscontro clinico, oggi tutti questi meccanismi antinfiammatori e immunitari sono documentati da studi scientifici credibili che identificano con precisione gli elementi che aiutano a ridurre l’infiammazione e quelli che contrastano i fattori pro-infiammatori”.
Dall’esperienza una ulteriore conferma del valore delle terapie in ambito termale. “La crenoterapia, l’impiego a scopo preventivo, terapeutico e riabilitativo dei prodotti termali, è strategica e va programmata in base alla patologia per anticipare la cronicità. L’acqua termale è una risorsa preziosa che agisce con la precisione di un farmaco clinico e l’equilibrio della natura e assume in età pediatrica una importanza particolare perché va rispristinare e potenziare i sistemi di difesa a livello di mucosa. Le acque solfuree svolgono azioni anti-infiammatoria, anti-ossidante, anti-tossica, agiscono sui meccanismi di difesa, sulle mucose, sul muco e sul sistema nervoso parasimpatico”, ha sottolineato Ignazio Tasca, medico specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia cervico facciale, già direttore U.O. Di Otorinolaringoiatra Ausl Imola.
La fangoterapia
Germano Pestelli, medico specialista in Riabilitazione, specialista in Ortopedia e Traumatologia, Terme di Cervia ha sottolineato il ruolo della fangobalneoterapia nelle patologie dell’apparato osteoarticolare, “La riabilitazione termale è un modello efficace, sostenibile e replicabile, capace di migliorare gli esiti clinici, ridurre il carico sulle strutture sanitarie e promuovere salute e benessere nella comunità.Numerosi studi dimostrano riduzione del dolore, aumento della mobilità e minor uso di analgesici, soprattutto in un’epoca dove stanno aumentando le patologie croniche”.
Riabilitazione, il caso dell’Inail
Particolare il caso, e per certi versi preoccupante, presentato da Mario Loffredo, medico specialista in Fisiatria, Terapia Fisica e Riabilitazione e direttore sanitario Terme di Castel San Pietro: “Parliamo di riabilitazione, in particolare quella riservata ai pazienti assistiti dall’Inail. Fino al 2023, la collaborazione tra strutture termali e Inail garantiva agli infortunati la possibilità di completare il Progetto Riabilitativo Individuale (PRI) presso la struttura termale che li aveva accolti, assicurando continuità nel percorso. Dalla fine del 2023, questa collaborazione è stata ridotta. L’infortunato Inail ha ora diritto a un solo ciclo di terapia termale. Se il paziente non può rientrare al lavoro (certificato dall’Inail), il percorso viene interrotto e il paziente viene affidato ai presidi ambulatoriali territoriali dell’Asl. L’interruzione di questi progetti riabilitativi individuali ha sollevato preoccupazioni sulla potenziale riduzione della qualità della riabilitazione”.
Iseppi: “Siamo passati dalla tradizione alla validazione scientifica”
“Le Terme di Castel San Pietro nascono grazie a una precisa conformazione geologica: il parco termale vanta infatti quattro fonti di acqua sulfurea e due di acqua salsobromoiodica a breve distanza, risorse esclusive del nostro territorio. Oggi le cure termali non si fondano più solo sulla tradizione, pur essendo riconosciute nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ma sulla comprovata evidenza scientifica. Il loro valore terapeutico e preventivo è ancora più cruciale in una realtà come quella dell’Emilia-Romagna, purtroppo fortemente colpita dall’inquinamento. I termalisti raccontano da sempre i benefici dell’idrogeno solforato, ma passare dalla tradizione alla validazione scientifica è un dovere che dobbiamo portare avanti insieme alle strutture del territorio. Le terme devono integrarsi sempre meglio nella rete dei servizi sanitari locali, e oggi tutti voi con i vostri interventi ci avete indicato chiaramente la strada da seguire”, ha concluso Stefano Iseppi, amministratore delegato Terme di Castel San Pietro.
- Francesco Grassi, professore e ricercatore scientifico presso il Lab Ramses dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna
- Germano Pestelli, medico specialista in Riabilitazione, specialista in Ortopedia e Traumatologia
- Ignazio Tasca, medico specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia cervico facciale
- Marco Vitale, docente ordinario di Anatomia umana presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di UniSR Università Vita-Salute San Raffaele di Milano
- Mario Loffredo, medico specialista in Fisiatria, Terapia Fisica e Riabilitazione e direttore sanitario Terme di Castel San Pietro
- Raffaella Riggio, medico specialista in Otorinolaringoiatria e medico termale alle Terme di Castel San Pietro











