L’idrogeno solforato contenuto nell’acqua sulfurea protegge le nostre ossa: la straordinaria conferma della ricerca scientifica

Arrivano importanti conferme per la salute e la prevenzione dalla ricerca scientifica. A partire dal 2022 le Terme di Castel San Pietro hanno collaborato con l’Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR) alla fase finale di un
interessantissimo studio finanziato dalla Forst (Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale) sui benefici dell’idrogeno solforato nei casi di osteopenia, ovvero di diminuzione della densità minerale del tessuto osseo.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulle autorevoli riviste scientifiche internazionali International Journal of Molecular Sciences, Journal of Bone and Mineral Research e Biomedicine & Pharmacotherapy e sono stati presentati ufficialmente lo scorso 23 maggio al Convegno “Attualità e futuro della Medicina Termale – Evidenze scientifiche e opportunità terapeutiche”, un importante appuntamento di approfondimento scientifico riservato esclusivamente ai medici ed ospitato nel nostro centro, durante il quale il dott. Francesco Grassi, ricercatore presso il Laboratorio RAMSES dello IOR e coordinatore dello studio, ha illustrato alla comunità medica i dati scientifici che dimostrano il ruolo positivo dell’idrogeno solforato sulla salute ossea.

Al centro dello studio c’è il solfuro di idrogeno, una molecola gassosa naturalmente presente in buona quantità nelle nostre sorgenti termali sulfuree. Lo studio ha dimostrato che questa sostanza agisce direttamente sul processo di rinnovamento del nostro scheletro, dove lavorano costantemente due tipi di cellule: gli osteoblasti, che possiamo immaginare come i “muratori” instancabili che costruiscono e riparano l’osso, e gli osteoclasti, che si occupano invece di smantellare il tessuto vecchio o danneggiato. Nei giovani l’attività di osteoblasti e osteoclasti è in equilibrio. In età più matura, e in particolar modo nelle donne in menopausa, questo equilibrio si altera e l’azione di smantellamento degli osteoclasti supera quella di ricostruzione degli osteoblasti, cosicché le ossa tendono a indebolirsi, e la condizione iniziale di alterazione dell’equilibrio, chiamata osteopenia, può evolvere in osteoporosi.

I ricercatori hanno voluto verificare se le cure termali inalatorie con acqua sulfurea potessero frenare questo processo. Hanno coinvolto trentotto donne in post-menopausa con osteopenia, cioè che presentavano già un inizio di fragilità ossea. Le partecipanti hanno effettuato un ciclo di dodici giorni di cure inalatorie sulfuree presso il nostro centro. Attraverso analisi del sangue e altri marcatori, i ricercatori hanno analizzato alcuni parametri delle volontarie prima e dopo i trattamenti, registrando che l’idrogeno solforato inalato aveva abbassato i valori di due importanti marcatori di infiammazione legati al riassorbimento osseo, aveva significativamente ridotto lo stress ossidativo e aveva aumentato il livello di un marcatore di formazione ossea.

In altre parole, l’idrogeno solforato, che è una componente fondamentale dell’acqua sulfurea delle Terme di Castel San Pietro, stimola la formazione ossea aiutando gli osteoblasti e inibisce il riassorbimento osseo contrastando gli osteoclasti. Questo studio rappresenta un primo passo fondamentale, ma il percorso scientifico non è ancora concluso. Prima di poter rendere le cure inalatorie con acqua sulfurea ufficialmente prescrivibili a chi riceve una diagnosi di osteopenia, sarà necessario eseguire trial clinici su una base di pazienti molto più ampia.

Nel frattempo, però, c’è una bellissima certezza per tutti i frequentatori del nostro centro: i clienti che già oggi scelgono le Terme di Castel San Pietro per i tradizionali trattamenti inalatori sulfurei non stanno solo facendo del bene al proprio apparato respiratorio, ma stanno offrendo un aiuto prezioso anche alla salute e alla solidità delle proprie ossa.

Perché preoccuparsi dell’osteoporosi?

  • 1 donna su 2 e 1 uomo su 5 sopra i 50 anni si fratturerà nel corso della propria vita
  • 200 milioni di persone nel mondo sono osteoporotiche

Source: American Society for bone and mineral Research, 2024

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